Emergenza COVID: Nostre case gratis per medici e infermieri

Emergenza COVID: Nostre case gratis per medici e infermieri

Il gesto di solidarietà promosso da TriesteVillas per gli operatori di rinforzo. Intanto negli hotel cancellazioni al 99%

IL PICCOLO, BENEDETTA MORO, 20 MARZO 2020

TRIESTE. L’aumento dei contagi da coronavirus e le conseguenti limitazioni per i viaggi hanno travolto anche il settore turistico triestino e quindi alberghi e altre strutture ricettive, comprese le case vacanza. Le continue disdette per i prossimi mesi da parte di ospiti italiani e stranieri e la mancanza di nuove prenotazioni stanno piegando infatti i diversi operatori.

Ma c’è chi ha deciso di impiegare questo momento stagnante per aiutare il prossimo. È il caso di TriesteVillas, dedita ad affitti turistici e compravendite di lusso, che ha deciso fino ad aprile di mettere a disposizione appartamenti e ville per accogliere gratuitamente infermieri e medici che saranno chiamati da altre parti dell’Italia per operare all’interno degli ospedali giuliani per l’emergenza Covid-19.

Il gruppo non è nuovo a questo tipo di idee visto che un’iniziativa simile è già stata avviata da tempo per ospitare le famiglie di bambini degenti al Burlo. «Abbiamo fatto questa proposta ai proprietari delle case che gestiamo. Una quindicina ha aderito – spiega Martino Coppola di Canzano, socio di TriesteVillas –. Saranno benvenute persone giovani e in pensione, valuteremo caso per caso e cercheremo di disporli nelle diverse location che abbiamo». La prima casa a venire offerta sarà “villa Classica”, nel rione di San Vito. Per info: booking@triestevillas.com oppure lasciare un messaggio allo 040-2473628. Su Airbnb la disponibilità verrà indicata negli annunci attraverso la dicitura “programma ufficiale Emergenza coronavirus”.

Intanto TriesteVillas, che come altre società non è esente dall’attuale crisi turistica, è riuscita in parte a convertire il proprio business turistico continuando a lavorare nel settore immobiliare tradizionale ma anche accogliendo in questi giorni ospiti che magari avevano bisogno di una seconda casa dove trascorrere un periodo di quarantena. È il caso di alcuni militari, di coppie che, per la convivenza forzata, sono scoppiate, di medici e infine di famigliari che, per stare lontani da parenti anziani, hanno preferito isolarsi.

Gli albergatori, che invece vivono solo di turismo, continuano a subire forti contraccolpi senza potere di risoluzione. I dati raccolti da Federalberghi infatti non sono per nulla confortanti. «Da adesso fino al 5 aprile – spiega il presidente dell’associazione di categoria triestina, Guerrino Lanci – le disdette sono state del 99% su tutto il territorio regionale. In questo periodo a Trieste c’è un flusso di ospiti pari all’1-2%». Si tratta di persone che viaggiano per motivi di lavoro e che trovano ospitalità in quel 20% di strutture – a cui ovviamente si aggiungono le altre tipologie extra alberghiere –, che in questo periodo è rimasta aperta.
Il bagno di sangue a cui sono sottoposti i titolari degli hotel giuliani continua anche nel periodo pasquale: «Per il mese di aprile, al momento – rileva ancora Lanci –, abbiamo pesanti cancellazioni pari al 50%, trend che si abbassa ma continua anche a maggio con un 20-30% circa di disdette. La situazione influisce anche sull’estate. Ciò che è ancor più drammatico è che al contempo non riceviamo nuove prenotazioni. Bisogna vedere cosa succederà nei prossimi giorni».

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